Ricostruzione di un delitto e Rancho Notorius
Ricostruzione di un delitto è il primo film di Angelopoulos: Un emigrante, appena tornato al villaggio natio dopo aver ha lavorato per anni in Germania, viene trovato morto dalla sua famiglia. Le autorità indagano, e alla fine riescono a scoprire gli assassini. L’opera prima del noto regista greco presenta già un linguaggio cinematografico altamente personale: fotografia in bianco e nero, uso continuo delle inquadrature lunghe, narrazione non cronologica. Non c’e però traccia di alcuna indulgenza estetica: la tecnica è totamente asservita all’effetto di straniamento il quale ci permette di concentrarci sulla decadenza morale e sociale di un ormai spopolato villaggio che riflette, con le sue austere strutture e il suo silenzio, quella della Grecia. Un altro elemento d’interesse, e che tornerà in altri film di Angelopolos attraverso il racconto nel racconto, è la molteplicità dei punti di vista : da una parte abbiamo la versione dei documenti ufficiali, cioè le scene con le autorità, e dall’altra quella del regista, recatosi direttamente nel luogo del delitto, presentata attraverso l’inchiesta di alcuni giornalisti e le poche parole degli abitanti del villaggio.
Rancho Notorious è invece uno dei film americani di Fritz Lang. Un cowboy (Vern) e una giovane donna stanno per sposarsi, ma durante una rapina al negozio dove lavora, lei viene violentata e uccisa. Il giovane, deciso a vendicarsi, conquista la fiducia dei banditi salvando uno di loro (Frenchy). Il quale lo conduce al covo. Ma il loro capo (Altar) si rivela una donna affascinante. Un western narrato attraverso la musica come una ballata, e che riprende il tema del destino caro al regista. La prima parte ricostruisce, tramite flashback e i racconti dei personaggi che il protagonista incontra, la vita decadente da cantante di Altar e il suo incontro con Frenchy da giovane. La seconda metà del film analizza invece la loro pietosa vecchiaia da esseri umani ormai stanchi della loro esistenza e perseguitati dal loro passato: Altar si innamora, ricambiata, di Vern, ma viene comunque usata da quest’ultimo e infine muore per salvare colui (Frenchy) che l’aveva aiutata da giovane; Frenchy, a modo suo un gentiluomo con un codice d’onore, si ritrova ad affrontare i suoi stessi compari che invece sono privi di ogni etica e a perdere la sua amata. Vern, che sembra moralmente situato a metà tra i due mondi (vuole uccidere l’assassino della sua fidanzata, ma al tempo stesso ha un sentimento sincero per Altar), alla fine del film si accorge dell’amarezza e della futilità della vendetta.