Una finestra sul bosco
Un giovane ufficiale francese si trova all’inizio della seconda mondiale in una foresta delle Ardenne ad attendere in un bunker il passaggio delle forze militari tedesche. Ma il bosco e la sua straordinaria principessa, Monà, lentamente lo faranno entrare in un mondo incantato da cui si staccherà solo con l’arrivo del nemico. Il breve ritorno dell’uomo nel bosco è in fondo crudele: malgrado il protagonista abbia vissuto momentaneamente in simbiosi con quel paesaggio ancestrale, al brusco risveglio egli si ritroverà da solo e impaurito nella casa di Monà, stavolta in attesa della morte. Il titolo del libro non potrebbe essere più azzeccato: la prosa di Gracq tende a dissolversi e a diventare un tutt’uno con i ritmi sacri del bosco, e si rimane li, sulla finestra,ad osservare ammaliati questo grande poema sulla natura. Julien Gracq (vero nome Louis Poirier) , scrittore ancora poco conosciuto in Italia, ci ha abbandonati recentemente, nel dicembre del 2007. Purtroppo a tutt’oggi le sue opere migliori (La riva delle sirti, Il bel tenebroso, Una finestra sul bosco), non sono disponibili nelle librerie italiane perché esaurite o perché le case editrici che le hanno pubblicate sono fallite.