Insaziabilità

Maggio 4, 2008 at 5:34 pm (Letteratura Polacca) (, , , )

Insaziabilità è un libro del 1930 di Stanislaw Witkiewicz, pittore, drammaturgo,filosofo polacco nato nel 1885. L’opera, ambientata alla fine del nostro secolo, racconta la feroce iniziazione alla vita, sessuale e artistica, del giovane Genezyp Kapen, mentre le truppe comuniste cinesi si apprestano ad invadere l’Europa. Attraverso una forma allucinata del romanzo di formazione, Witkiewicz tratteggia la fine dell’intera civiltà occidentale, sia dal punto di vista sociale (decadenza dei valori a tutti i livelli, dalla borghesia alla nobiltà, personaggi che aggirano insaziabili in un mondo alienato ormai privo di riferimenti mentre la società cinese rifiuta ogni individualismo), sia dal punto di vista culturale (infinite e deliranti discussioni sulle filosofie e sui movimenti artistici dell’epoca mentre l’artista nella società cinese è totalmente asservito all’ideologia). La narrazione è continuamente interrotta da quelle che sembrano analisi psicologiche dei protagonisti, da notizie del mondo esterno scritte come comunicati stampa, da titaniche descrizioni di amplessi; una visione apocalittica dove cui si muovono gli ultimi anti-eroi: Genezyp Kapen e il suo percorso esistenziale che lo condurrà ad uno stato semi-catatonico,Benz e la sua logica, Il principe Basilio e il suo misticismo cristiano, Tengier e la sua incomprensibile arte , la vecchia principessa ninfomane Irina che si contrappone all’assoluta asessualità di Liza, ma soprattutto la figura mitica e incomprensibile, forse perché ancora in parte umana, dell’ultimo grande generale Kocmoluchowicz, il quale verrà condannato a morte dai vincitori. Il resto dei personaggi, a parte la principessa, si integreranno invece perfettamente nella nuova deumanizzata (“impassibile come una figura di Buddha”) gerarchia cinese.

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A Minor Apocalypse

Aprile 3, 2008 at 10:45 pm (Letteratura Polacca) (, , , )

Ambientato in un futuro non meglio precisato, A Minor Apocalypse narra l’ultimo giorno di un vecchio scrittore polacco, spinto dagli amici attivisti a darsi fuoco davanti al palazzo per protestare contro la definitiva unione della Polonia con l’Urss. Ma nonostante ormai egli detesti la propria esistenza, non è sicuro di volersi sacrificare per la causa. Scritto nel 1979, il romanzo di Tadeusz Konwicki, ottantunenne scrittore e regista polacco, è un resoconto grottesco e in parte autobiografico dell’ultimo periodo del comunismo, ormai in atroce disfacimento e svuotato da ogni ideologia.

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