I Mondi Immaginari di Evermore

Giugno 27, 2008 at 12:47 am (Videogiochi) (, , , )

Secret of Evermore è un vecchio action rpg Squaresoft rilasciato per Snes nel 1995. Ritengo sia interessante riscoprirlo per almeno due motivi: primo, si tratta dell’unico gioco di ruolo a 16bit della software house giapponese sviluppato in America, con tutte le differenze di stile e tematiche che comporta rispetto alla quasi totalità delle sue vecchie produzioni; Secondo, presenta a mio avviso alcune caratteristiche particolarmente rilevanti per il genere.

Il prologo di SoE, ambientato nel 1965 a Podunk, U.S.A., è un valido, anche se non canonico, esempio della stilizzazione della realtà operata dal bidimensionale. La distanza temporale che ci separa da quell’epoca è resa infatti con il bianco e nero e da pochi,universali,segni: bambini che giocano ingenui sul marciapiede, coppiette che vanno a vedere un film,negozi che non esistono più. Non quindi, come nei jrpg, un epico antefatto che tenta di spiegare la trama,ma un personale, non privo di ironia, omaggio al vecchio stile di vita americano. La chiara influenza cinematografica nella tecnica espositiva non era del tutto inedita per un gioco di ruolo per console ma, come vedremo in seguito, Evermore con i suoi continui riferimenti si spinge oltre. E’ questo comunque il contesto in cui avviene, in una strana villa, un esperimento apparentemente fallito. L’immaginaria macchina da presa si sposta però immediatamente ai giorni nostri, e più precisamente nel 1995 (si notano cartelloni pubblicitari di “Quick Mart”),dove osserviamo il nostro eroe, appena uscito dal cinema, commentare il lungometraggio che ha visto. Si tratta di uno dei leitmotiv di SoE, nonché di un’altra micro-rappresentazione dell’immaginario popolare statunitense: il protagonista che sottolinea sarcasticamente gli eventi principali del gioco con battute e citazioni tratte da inesistenti (ma ispirate a reali) pellicole di fantascienza e d’azione,fornendo quindi con questo particolare accostamento un ulteriore livello di interpretazione, vista anche l’originalità della sua psicologia da fanatico di b-movies. I pensieri del ragazzo vengono però interrotti dal suo cane, il quale, infastidito da un gatto, entra nella stessa villa dell’esperimento del 1965. Costretto a seguirlo, il nostro eroe viene accolto all’interno dell’abitazione da due scienziati. Il primo si presenta come professor Ruffleberg, mentre il secondo, dall’aria poco raccomandabile, lo invita in una stanza, dove però si ritrova a dover combattere contro due robot. Dopo averli sconfitti, come se non bastasse, viene improvvisamente catapultato in quella che sembra una foresta. Welcome to Evermore.

Subito dopo, il protagonista inizia a chiedersi dove sia finito. Il minaccioso contrappunto tra i rumori naturali della vegetazione e i versi di ancestrali creature (e l’assenza temporanea di musica) producono subito un’atmosfera drammatica e realistica, che accompagna tutto SoE. L’audio risulta essere uno delle innovazioni più importanti di Evermore, il che non sorprende visto che è stato curato da un compositore professionista come Jeremy Soule, conosciuto ai più come l’autore delle soundtracks dei videogiochi di Harry Potter. L’enfasi sonora è posta soprattutto nell’ambiente circostante,tentandone di riprodurne le più piccole sfumature, dai cinguettii degli uccelli al fruscio delle onde marine, ma anche la colonna sonora è tutt’altro che trascurabile, con le sue sonate barocche con il basso continuo, i suoi minimalismi tribali, le sue litanie pianistiche. Ad ogni modo, dopo aver visto i primi dinosauri e i primi ominidi, il nostro eroe penserà di trovarsi in una di quelle preistorie ideali, dove uomini e feroci rettili convivono. In realtà, il ragazzo scoprirà ben presto di trovarsi in una dimensione del tutto ipotetica, creata durante l’esperimento dalle diverse personalità degli amici del professore Ruffleberg, i quali ora si trovano bloccati nelle diverse zone di Evermore: Elizabeth, la nipote dello scienziato, la cui passione per gli albori della nostra cultura è evidente in Preistoria, la prima locazione di SoE; Horace Highwater, curatore del Museo di Storia Naturale di Podunk e responsabile di Antiqua, una sorta di sintesi tra le antiche civiltà, in particolare quella greco-romana; Camilla Blugarden, la bibliotecaria di Podunk, creatrice di Gothica, il livello ispirato al medioevo; e naturalmente il professor Ruffleberg in persona con il laboratorio fantascientifico di Utopia.

Non ci troviamo di fronte, quindi, alla solita avventura del Gdr, in cui la necessaria imitazione del reale contrasta con l’evidente finzione del videogioco, ma di microcosmi dichiaratamente immaginari, e peraltro decostruzioni, non ricostruzioni, di alcuni periodi storici, perché la soggettività dei personaggi li ha pesantemente reinterpretati. Ciò ci porta ad un’altra importante riflessione, in quanto gli amici del professore Ruffleberg diventano, da semplici protagonisti di un Rpg, vere e proprie proiezioni dei game designer. La presenza di doppelganger negativi di quest’ultimi, la cui origine è dovuta ai lati più estremi delle loro personalità e il cui obiettivo è il dominio/distruzione, non fa altro che aggiungere anche un dilemma morale. Sfortunatamente le mini-storie delle quatto sezioni principali di Evermore non sono particolarmente interessanti, a parte forse Gothica, e anche la trama generale del gioco, incentrata su uno dei topoi più abusati della sci-fi, il robot che si ribella al suo creatore (anche se in questo caso presenta un elemento d’interesse in quanto doppelganger di Rufflemberg), è ben distante dai vertici narrativi delle produzioni giapponesi di Squaresoft. Eppure, nonostante tutto, credo che anche in Secret of Evermore ci sia quella sensazione di decadenza che investe i maggiori esponenti del gioco di ruolo per console alla fine della generazione bidimensionale. Nel finale, infatti, i protagonisti affermano di essere rimasti prigionieri di sé stessi in Evermore, mentre nel mondo esterno tutto cambiava . Esattamente come è successo per il videogioco 2d a metà anni novanta.

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